Il territorio in Valle D'Aosta ha il volto maestoso della montagna. La nostra regione, la più piccola d'Italia, è racchiusa a semicerchio
fra le quattro vette più alte d'Europa: il Cervino, il Gran Paradiso, il Monte Rosa e il Monte Bianco. Quest'ultimo, Il Monte Bianco, detto anche il
Tetto d'Europa, con le sue numerose guglie e creste è da sempre uno degli scenari più suggestivi al mondo. Da esso ha origine la Dora Baltea, il fiume
che attraversa trasversalmente tutta la regione per confluire poi nelle acque del Po. Le valli sono state scavate dal movimento dei ghiacciai che un
tempo ricoprivano tutto il territorio, ma solo quella centrale, percorsa dalla Dora Baltea, gode di un clima più mite che consente il sorgere dei
nostri vigneti.
Il paesaggio vinicolo disteso sulle pendici delle montagne è la traccia visibile del rapporto uomo - natura che caratterizza il nostro ecosistema. La
viticoltura di montagna, o viticoltura eroica, è così definita per le difficili condizioni in cui l'uomo esercita il proprio lavoro sui terreni. La
viticoltura di montagna oltre ad avere implicazioni di carattere economico e sociale assolve un ruolo cruciale nel contenimento delle erosioni nei
versanti in forte pendenza, salvaguardando in tal modo il patrimonio ambientale delle aree in cui viene esercitata. Alcuni impianti viticoli sorgono
su terrazzamenti sostenuti da muretti a secco che impongo all'uomo un lavoro esclusivamente manuale.